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Presentati i dati del progetto Glocal Media Monitoring promosso dal Corecom: nelle notizie TV solo il 31% delle persone citate è donna. Politica e stereotipi restano i nodi principali
Donne e informazione, il Trentino allo specchio: più presenza, ma la parità è ancora lontana
Scarica immagineCORECOM TRENTO: raccontare il Trentino con occhi di donna

Un passo avanti, ma non ancora la svolta. È questa l'immagine che restituisce il monitoraggio sull'informazione televisiva locale presentato giovedi a Palazzo Trentini a Trento nel corso del convegno “Oltre lo schermo: raccontare il Trentino con occhi di donna”, promosso dal Corecom Trentino, in sinergia con l'Ordine dei Giornalisti del TAA e la Commissione provinciale per la parità uomo donna.

I numeri, analizzati dall'Osservatorio di Pavia, parlano chiaro: nelle notizie analizzate in una giornata campione del 2025 nei tg delle TV locali trentine, le donne rappresentano solo il 31% delle persone che “fanno notizia”, a fronte di una popolazione femminile che in Trentino supera il 51%. Un dato in crescita rispetto al passato - nel 2010 era fermo al 17% - ma ancora lontano dall'equilibrio.

Ad aprire i lavori è il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, che ha voluto sottolineare il valore simbolico e politico del momento.
«Per la prima volta in Consiglio provinciale siedono 14 donne: è una svolta culturale importante», ha detto. «Ma è solo l'inizio di un lavoro che va sviluppato insieme alla Commissione pari opportunità».

Soddisfazione anche da parte del presidente del Corecom Trentino, Roberto Bertolini, che ha parlato di una risposta importante per il convegno,«L'adesione è stata altissima: segno di una genuina attenzione al tema, davvero molto importante. La televisione ha un ruolo enorme nel plasmare la cultura di un territorio. Per questo il modo in cui raccontiamo le donne, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, non riguarda solo la comunicazione, ma la società che vogliamo costruire».

Il monitoraggio - presentato dalla ricercatrice Monia Azzalini - rientra nel progetto Glocal Media Monitoring, declinazione locale del Global Media Monitoring Project, nato nel 1995 in linea con gli obiettivi della Conferenza di Pechino. Per il Trentino l'analisi ha riguardato una giornata campione - il 6 maggio 2025 - su 111 notizie trasmesse da tre televisioni locali e dal Tgr Rai.

L'agenda informativa era dominata dalla politica, complice il lavoro del Consiglio provinciale sulla riforma dello Statuto e le elezioni amministrative. Ma proprio qui emerge una delle principali criticità: anche quando le donne compaiono, lo fanno più spesso come testimoni di esperienze personali o “voci popolari”, raramente come esperte o decisori.
«La voce dell'esperta resta troppo spesso appannaggio maschile», è stato osservato durante la presentazione dei dati.

Ancora più netto il quadro sulle pratiche giornalistiche: solo il 4% delle notizie sfida gli stereotipi di genere, il 2% fa riferimento a norme o politiche per l'uguaglianza, nessuna affronta in modo esplicito il tema delle disuguaglianze o della violenza di genere. Un'assenza che pesa.

A intervenire anche la presidente dell'Ordine dei giornalisti del Trentino-Alto Adige, Sandra Bortolin, che ha richiamato i principi deontologici della professione:
«Il Manifesto di Venezia e la Convenzione di Istanbul ci indicano una strada chiara: tutelare le vittime, usare un linguaggio corretto, evitare la vittimizzazione secondaria».
E sul linguaggio di genere ha ribadito: «Quello che non ha nome non esiste. Dire la sindaca o la presidente non è una scelta ideologica, è correttezza».

Dal mondo accademico, la professoressa Mariangela Franch ha invitato a non accontentarsi dei progressi parziali:
«I numeri non consentono di essere soddisfatti. Senza regole e senza monitoraggi, la parità non arriva». E ha ricordato l'efficacia di misure come la legge Golfo-Mosca: «Più donne nei luoghi decisionali non solo migliora l'equità, ma anche i risultati».

Marilena Guerra, presidente della Commissione provinciale pari opportunità, ha allargato lo sguardo alle politiche del territorio: lavoro, conciliazione, istruzione, accesso alle posizioni di potere.
«Siamo migliori di altri territori, sì. Ma non basta. La cultura pesa ancora, e i media possono fare molto di più».

Il monitoraggio, è il messaggio condiviso, non è un punto d'arrivo ma uno strumento: una fotografia necessaria per capire dove intervenire. Perché raccontare meglio le donne, alla fine, significa raccontare meglio tutta la società.


Autore

Corecom Provincia Autonoma di Trento